Decisioni rischiose: quali aree cerebrali attivano?

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Skywalking Vitaliy Raskalov

Per chi non lo sapesse lo skywalking è quell’attività simile all’arrampicata a mani libere, trasferito in un contesto urbano. Nello skywalking non si scalano montagne ma grattacieli, torri e qualsiasi edificio verticale alto il tanto giusto che, se scalato, si finisce nei tg di tutto il mondo.

Pensa che il 31 gennaio due ragazzi russi Vadim Makhorov e Vitaliy Raskalov, hanno scalato a mani nude il secondo grattacielo più alto al mondo: lo Shangai Tower, 632 metri d’altezza per 121 piani. La moderna cattedrale è ancora in costruzione, i 2 hanno approfittato dello stop lavori del cantiere per il festeggiamento del capodanno cinese, per bypassare la sicurezza, entrare nel cantiere e scalare l’edificio. Se non hai ancora visto il video e le foto scattate dai 2, ti consiglio di guardarle, se non altro per capire la sensazione di pericolo che trasmettono.

Shangai Tower: la scalata di Vadim Makhorov e Vitaliy Raskalov

Una ricerca ha provato a capire quali aree cerebrali si attivino quando prendiamo decisioni rischiose. Per convenienza gli studiosi di neuroeconomia individuano 2 tipi di decisioni rischiose: pianificate e impulsive. Esistono però vari mix di entrambe, se pensi all’impresa dei 2 ragazzi russi, puoi immaginare una parte di pianificazione, come stilare la tabella di marcia, ipotizzare eventuali inconvenienti ed una parte legata all’impulsività, raggiungere l’obiettivo senza esitare.

Nella vita di tutti i giorni, non scaleremo lo Shangai Tower a mani nude, ma dobbiamo prendere tutta una serie di decisioni, spesso istantaneamente, senza il tempo di riflettere sulle conseguenze delle nostra decisione. Metterci al volante con 2 ore di sonno, andare a letto con una persona conosciuta la sera stessa, continuare a mangiare cibi ricchi di grassi saturi, spendere gli ultimi risparmi in scommesse.

Si potrebbe pensare che decisioni e comportamenti del genere siano legati ad un sistema di ricompensa troppo attivo, invece secondo una nuova ricerca, lasciarsi andare a comportamenti del genere è causato da una bassa attività dei network cerebrali responsabili del self control.

108 volontari sono stati sottoposti a MRI mentre giocavano con un video gioco chiamato Balloon Analogue Risk Task (BART) (se proprio non puoi farne a meno, puoi scaricarlo qua). I giocatori avevano a disposizione 4 turni di gioco e dovevano decidere se continuare a gonfiare un palloncino e continuare a ricevere una somma di denaro o fermarsi e riscuotere la somma vinta. Ogni volta che il palloncino veniva gonfiato aumentava il rischio che scoppiasse, facendo perdere al giocatore tutti i soldi vinti fino a quel momento. I ricercatori nel mentre scansionavano il cervello dei volontari al terzo turno in modo tale da avere una comprensione dell’attivazione cerebrale sia di chi continuava il gioco e operava una decisione rischiosa, sia di chi si fermava al terzo turno e prendeva una decisione cauta. Quindi il disegno sperimentale permetteva di avere un confronto dei network cerebrali dove la probabilità di rischio era identica, ma le conseguenze differivano.

Il gioco può essere visto come una metafora delle decisioni rischiose che prendiamo ogni giorno: attraversare col rosso per non perdere il tram, comprare prodotti inutili, fumare, fare sesso non protetto. Quindi la variabile rischio aumentava col progredire del gioco, influenzando l’attivazione dei network cerebrali dei giocatori.

I ricercatori hanno inoltre applicato attraverso un software un algoritmo ai pattern di attivazione cerebrale, per prevedere quale giocatore avrebbe preso decisioni più rischiose e chi decisioni più caute e sono riusciti a prevedere le decisioni dei giocatori (a detta loro, dopo averti scannerizzato il cervello, possono prevedere anche le tue decisioni) con una precisione del 71,8%. Notevole!

Risk Behavior

Quando queste aree non sono attive siamo più propensi a prendere decisioni rischiose. Fungono da sistema di controllo, inibendo decisioni impulsive e avventate.

Limitando l’analisi alle aree cerebrali coinvolte nelle funzioni esecutive come memoria, controllo e attenzione, queste sono predittive delle scelte future dei giocatori. Le aree maggiormente coinvolte secondo l’algoritmo sono: la corteccia cingolata anteriore, l’insula bilaterale e la corteccia parietale. Tutte aree molto attive quando i giocatori operano una scelta sicura.

In sostanza, i giocatori non rischiavano quando i loro centri di ricompensa erano maggiormente attivi, ma quando non riuscivano a controllare loro stessi. Era come se mancasse un filtro che permettesse di processare in profondità gli stimoli in ingresso.

Quindi sembra che nel prendere una decisione rischiosa ci sia una minore attivazione da parte dei sistemi di controllo. Per esempio, quando si attiva la corteccia cingolata anteriore elabora a livello inconscio le discrepanze motivazionali fra quello che realmente necessita l’individuo e quello che offre l’ambiente circostante. In pratica rileva i conflitti motivazionali fra ciò che vuoi e ciò che ti trovi davanti, producendo quella strana sensazione difficilmente descrivibile a parole.

Corteccia Cingolata Anteriore

In giallo la Corteccia Cingolata Anteriore.

Per concludere, una cosa è certa: meglio fare la spesa con la “pancia piena”, il rischio sarebbe di essere vulnerabili all’acquisto impulsivo di prodotti inutili.

E tu cosa ne pensi? Come sempre, non esitare a contattarmi se hai qualche dubbio, sarò felice di risponderti.

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2 Comments

  1. Giusy scrive:

    Fare la spesa con la pancia piena è un imperativo! Mi sapresti dire di chi è il lavoro che hai citato?

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