Effetti cerebrali dei bambini alla vista di brand commerciali

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Brandizzati fin da piccoli

A quanti messaggi pubblicitari siamo esposti quotidianamente? Tv, quotidiani, web: mezzi dalle diverse caratteristiche che attivano in maniera diversa l’utente finale. 

Di questi la TV è il mezzo più ipnotico. Utilizzo la parola “ipnotico” non a caso; quando guardi la TV il tuo cervello passa da uno stato di attività, con maggiore presenza di onde beta (14-40 Hz), attive per esempio quando leggi un libro o cerchi di trovare una soluzione ad un problema, ad uno di passività, qui sono le onde alfa (7,5-13,5 Hz) ad intervenire, onde presenti negli stati di rilassamento e meditazione (se vuoi approfondire ecco un utile link).

Se questi sono gli effetti su un cervello adulto, pensa a cosa avviene in un cervello in via di sviluppo come quello di un bambino.

La psicologia si è già posta questa domanda. Fino ai 7 anni i bambini non capiscono l’utilità degli spot e non sono in grado di distinguere uno spot da un’altro. In quest’età i bambini credono che la pubblicità serva per dare il tempo ai protagonisti dei programmi di riposarsi. Dai 7 agli 11 anni maturano l’idea di una funzione informativa, dagli 11 in poi colgono l’aspetto persuasivo degli spot.

È stato dimostrato come i bambini in età prescolare preferiscano il sapore di cibi con packaging brandizzato rispetto allo stesso cibo avente una confezione generica. Oppure, si è visto come i bambini in sovrappeso consumino una quantità maggiore di calorie assumendo cibi brandizzati rispetto a cibi generici. Questo porta a pensare che i bambini (soprattutto in età prescolare) non riuscendo a comprendere le intenzioni persuasive della pubblicità, siano più a rischio.

Quali aree cerebrali si attivano nei bambini alla vista di brand commerciali?

Per rispondere a questa domanda una ricerca ha utilizzato un campione di 17 bambini (età media 11.8) ai quali sono stati mostrati 120 brand (60 del settore alimentare e 60 di altri settori) più una serie di immagini distraenti.

McDonalds

Uno dei loghi proposti durante l’esperimento

I bambini alla vista di brand commerciali del settore alimentare rispetto alle immagini distraenti mostravano un’attivazione delle aree associate alla motivazione (corteccia orbitofrontale) e al controllo cognitivo (giro frontale inferiore bilaterale). In questo caso le aree di attivazione sono simili a quelle trovate anche negli adulti durante l’esecuzione dello stesso compito.

Invece la visione di brand del settore alimentare rispetto a brand non del settore attivavano in misura maggiore la corteccia occipitale, la corteccia parietale e la corteccia cingolata posteriore. La corteccia occipitale è quella porzione del cervello che controlla la vista. La maggiore attivazione indica che i brand alimentari risultano più meritevoli di attenzione rispetto ai brand non alimentari. La corteccia cingolata posteriore (PCC) invece fa parte del Default Mode Network, importante negli stati di coscienza, una sua disattivazione comporta uno stato di alienazione dal mondo esterno, portando il soggetto a credere di vivere un sogno.

Food Logs VS Non Food Logos

La maggiore attivazione delle aree cerebrali durante la visione di brand alimentari rispetto a brand non alimentari. La freccia gialla indica la PCC.

Successivamente gli stessi ricercatori si sono chiesti:

Che differenze cerebrali sussistono fra bambini in sovrappeso e bambini con un peso normale durante la visione di brand del settore alimentare?

Utilizzando il precedente paradigma sperimentale, hanno formato un campione di 20 bambini (10 normopeso e 10 in sovrappeso) di età dai 10 ai 14 anni e hanno mostrato loro un insieme di 120 brand (60 del settore alimentare e 60 di altri settori), più una serie di immagini non attinenti.

Nel gruppo sovrappeso, i bambini alla vista di brand commerciali del settore alimentare hanno avuto una maggiore attivazione delle aree cerebrali che controllano le ricompense durante la visione di brand alimentari rispetto a immagini non attinenti. Le aree attive però non corrispondono a quelle generalmente descritte in ricerche simili (corteccia orbitofrontale, striato ventrale). La maggiore attivazione si assesta nel mesencefalo, area pregna di neuroni dopaminergici (semplificando all’eccesso, i neuroni del piacere). Infatti in questa zona è presente l’area tegmentale ventrale, fondamentale nella motivazione e nella dipendenza dalle droghe.

Anche i bambini normopeso hanno mostrato l’attivazione di aree cerebrali legate alla motivazione e alla ricompensa, ma durante la visione di brand alimentari hanno mostrato una maggiore attivazione delle aree associate all’autocontrollo e all’inibizione (area 10 di Broadmann e giro frontale inferiore) rispetto ai bambini in sovrappeso.

Food Logos VS Non Food Logos in Healthy Group

Aree di attivazione cerebrale nei bambini normopeso durante la visione di loghi del settore alimentari rispetto a loghi di altro settore. Le freccia indicano l’attivazione bilaterale dell’area 10 di Broadmann fino al giro frontale inferiore.

In conclusione, i bambini sono particolarmente attratti dai prodotti alimentari ma solo se proposti in un packaging riconosciuto come familiare, perchè molto attratti dai brand alimentari rispetto a quelli che non rientrano nel settore. Inoltre i bambini in sovrappeso risultano più sensibili dei primi, perchè meno capaci di autocontrollo e inibizione degli impulsi. Diverse ricerche hanno dimostrato come queste caratteristiche siano correlate negativamente con l’indice di massa corporea: minore è la capacità di autocontrollo, maggiore è l’indice di massa corporea.

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2 Comments

  1. […] Come reagiscono i bambini alla vista di brand commerciali? Alcune ricerche di neuroscienze cercano di dare risposta. Continua a leggere per saperne di più.  […]

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