I 5 motivi per cui l’IceBucketChallange è così virale

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Matteo Renzi IceBucketChallange

IceBucketChallange ha colonizzato i social network attraverso un’iniziativa originale e virale. L’idea è quella di raccogliere fondi per una grave malattia neurodegenerativa: la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), conosciuta anche come “Morbo di Lou Gehrig”,” malattia di Charcot” o “malattia dei motoneuroni”. La SLA aggredisce e distrugge i motoneuroni provocando una progressiva paralisi, ma lasciando intatte le funzioni cognitive.

Il motivo per cui ci si getta una secchiata d’acqua gelata è quello di ricreare per pochissimi istanti la condizione di coloro che soffrono di questa patologia, come citato nel sito dell’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica:

Ecco il link per effettuare una donazione all’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica.

Ma perchè e quali sono i motivi per cui l’IceBucketChallange è così virale?

La sfida e la riprova sociale: la prima è una componente in grado di attivare l’organismo e innescare reazioni di attacco/fuga tipiche della struttura più atavica del nostro cervello. La seconda, ci rende sensibili al comportamento altrui utilizzato poi per orientarci nel mondo sociale, al contrario fa parte di circuiti neurali relativamente giovani situati nella neocorteccia. Il mix è letale.

I testimonial: hai presente la pubblicità delle Macine Mulino Bianco? Ricordi chi è il fornaio? E per l’acqua Rocchetta? Si, sono tutti personaggi famosi prestati alla pubblicità. L’IceBucketChallange sfrutta in maniera esponenziale i testimonial, è molto probabile che almeno in una delle docce gelate che hai visto ci sia un personaggio famoso a cui sei legato emotivamente, e se segui il mio blog, sai bene quanto l’emozione giochi un ruolo fondamentale nei processi decisionali. Io per esempio sono venuto a conoscenza dell’iniziativa grazie ad uno dei miei gruppi preferiti: i Pearl Jam.

Identificazione: collegato al precedente punto. I personaggi famosi a cui sei legato emotivamente catturano la tua attenzione e innescano meccanismi di identificazione facendo sparare all’impazzata i tuoi neuroni specchio. Risultato: anche se nessuno ti farà un gavettone d’acqua gelata, mentre guardi il video del tuo personaggio preferito è come se l’avessi vissuto in prima persona grazie ai neuroni specchio e il video verrà registrato nella tua memoria per sempre.

Semplicità: parola chiave di tutto. Semplicità della call to action, comunicazione simmetrica e informalità delle ambientazioni in cui viene svolta la sfida. Tutti elementi presenti nella vita reale di ognuno di noi.

Fine condiviso: il senso di comunità e appartenenza ad una causa comune è amplificato all’inversosimile, è come se tutti i personaggi di spicco appartenenti a mondi professionali distanti siano per un momento vicini, accomunati dallo stesso obiettivo. Avresti mai pensato di vedere Vin Diesel lanciare una sfida a Putin?

E tu cosa ne pensi? Meglio una doccia gelata ed aumentare la conoscenza della malattia o una piccola donazione?

Se vuoi fare una piccola donazione ecco il link.

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1 Comment

  1. […] mi sono fatto la doccia (ecco perché si fa). E ho fatto una piccola donazione. Come ho scritto su Fb “tante piccole donazioni fanno la […]

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