San Valentino e le neuroscienze dell’amore

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Le neuroscienze dell'amore

Come molte ricorrenze della nostra società, anche il giorno degli innamorati non sfugge alle logiche di business. Solo nel 2012 la festa ha generato un business da 700 milioni di euro fra mazzi di fiori, scatole di cioccolatini e cene romantiche.
Secondo una ricerca di Coldiretti, quest’anno un innamorato su 4 ha regalato dei fiori e se nel 2013 era il 40% a non regalare nulla, quest’anno si stima sia stato il 55%. Segno di portafogli e conti appassiti?

Personalmente l’aspetto che trovo più curioso sono i comportamenti automatici messi in atto. Sappiamo che il 14 Febbraio è San Valentino, bene, allora dobbiamo regalare qualcosa al nostro partner, senza sapere realmente il perchè. Ci limitiamo ad eseguire quello che abbiamo fatto in passato o ad accodarci a quanto fatto dai nostri amici, parenti e da quanto visto e letto dai mass media. Si chiama comportamento normativo, per esempio, come sappiamo (si spera!) di non poter andare ad un colloquio di lavoro in mutande, allo stesso modo sappiamo che il giorno degli innamorati ci si comporta così e lo facciamo.

Nulla di male in tutto questo, dico solo che si è perso il significato della festa ed è restato solo lo strato superficiale, legato agli aspetti simbolici, materialisti ed edonici.

Ora rispondi sinceramente: conosci le origini della festa di San Valentino? Sai perchè lo festeggi?

Origini della festa di San Valentino
Inizialmente la festa di San Valentino, non si celebrava solo il 14 Febbraio, ma copriva l’arco di 3 giorni, dal 13 al 15 e la festività veniva chiamata Lupercali. In quel periodo a Roma la religione cristiana non aveva ancora impregnato la cultura con le sue ideologie e vigevano i riti pagani, questa fu una delle ultime feste romane ad essere abolite. Inizialmente i Lupercali erano un rito per propiziare la fertilità della terra e degli esseri umani.

La festa era celebrata da sacerdoti seminudi: i Luperci. I Luperci indossavano solo una sorta di gonnellino e tenevano in mano una frusta, entrambi ricavati da pelli di capre sacrificate precedentemente, avevano il corpo ricoperto di grasso e il viso cosparso di fango. Nella loro pazza corsa sul colle Palatino frustavano il terreno e chiunque gli capitasse a tiro, specialmente le donne, le quali per ottenere la fecondità offrivano il ventre o le mani.

Dopo oltre 150 anni l’ufficializzazione della religione cristiana nell’impero romano, ancora si svolgevano i Luperci. Festività in netto contrasto con l’ideologia cristiana. Fu Papa Gelasio nel 496 d.C. a decidere di eliminare definitivamente i Luperci, per introdurre la festa di San Valentino da Terni, vescovo romano e martire. Sembra che l’imperatore Claudio II avesse bisogno di soldati giovani per l’esercito romano e ne abbia così imposto il divieto di matrimonio. Nonostante il divieto, Valentino, continuava a celebrare matrimoni in segreto e proprio per questo venne decapitato sotto gli ordini dell’imperatore Aureliano.

Un’altra leggenda narra che Valentino invitato alla corte dell’imperatore Claudio II tentò di convertirlo al cristianesimo. A sua volta Claudio II obbligò Valentino a convertirsi al paganesimo, il quale rifiutò, e il 14 Febbraio 270 d.C. venne decapitato.

Aree cerebrali attive nel desiderio sessuale e nell'amore

Una meta-analisi (è l’analisi statistica di altre ricerche già pubblicate, per individuare relazioni e dati ad un livello macro) di 20 studi ha mostrato come i circuiti neurali attivi nelle persone innamorate e in quelle sottoposte a stimoli erotici (si, hanno scansionato il loro cervello mentre guardavano film porno) siano pressochè simili, ma le differenze riscontrate sono sostanziali per il passaggio dal sesso all’amore.

Scansione Immagini Desiderio - Amore

Il risultato della meta-analisi di 20 studi di brain imaging. In blu le aree attivate dalla vista di filmati pornografici, in rosso le aree attivate alla vista di foto della persona amata.

Le aree attive durante la somministrazione di stimoli erotici includono: insula posteriore, ipotalamo, area tegmentale ventrale, amigdala, talamo, ippocampo e diverse aree corticali (come la corteccia cingolata anteriore, specifiche regioni della corteccia occipitale e temporale, la giunzione temporo-parietale, la corteccia somato-sensoriale e il lobo parietale inferiore).

Queste aree cerebrali sono coinvolte nelle emozioni, nella motivazione, nell’integrazione degli stimoli provenienti dall’esterno del corpo (somato-sensoriali) e dall’interno del corpo (viscerali), nel rilevamento di “indizi” sociali, così come sono implicati nei meccanismi di mirroring e nella percezione delle emozioni, desideri e intenzioni altrui. Questo significa che il desiderio sessuale non è solo un’istinto che coinvolge le sensazioni del singolo, affinchè possa andare “a segno il colpo” è necessario individuare nel contesto sociale tutti gli indizi utili per trovare una “preda” disponibile. Ecco spiegata l’attivazione delle aree relative alla comprensione delle emozioni, desideri e intenzioni altrui.

Inoltre nel desiderio sessuale a differenza dell’amore si manifesta una maggiore attivazione di quelle aree associate all’esecuzione di un compito e al raggiungimento di un obiettivo, a dimostrazione del fatto che il desiderio è qualcosa di più specifico e incarnato nel cervello, mentre l’amore può essere visto come più astratto e complesso, un qualcosa che prescinde dalla presenza della persona fisica.

Ulteriori differenze riguardano l’attivazione dell’insula, una porzione di corteccia cerebrale sottostante il lobo temporale e il lobo frontale. L’insula è suddivisa in due parti: anteriore (più grande) e posteriore.

Insula

L’insula è la parte all’interno del contorno giallo

La parte anteriore si attiva quando proviamo disgusto, per esempio se vedi una persona che beve vomito (mai capitato per fortuna!), quando non rispettiamo le regole sociali, per esempio se per S.Valentino non avessi regalato nulla alla mia ragazza, a qualcuno dei 2, ma credo ad entrambi si sarebbe attivata l’insula anteriore. Svolge un ruolo fondamentale in molte emozioni di base come la felicità e la tristezza, rende consapevoli le rappresentazione degli stati viscerali associati ad esperienze emotive. Per esempio posso sentire un nodo in pancia per qualcosa che mi è capitato, è l’insula anteriore che rende consapevole il sentimento provato associando lo stato viscerale (il nodo alla pancia) all’esperienza emotiva. La parte anteriore integra maggiormente le informazioni provenienti dall’olfatto, dal gusto, dal sistema limbico e le informazioni provenienti dagli organi interni. Tirando le somme l’insula sembra riesca a rendere consci i desideri più profondi, infatti si trova in una posizione che le permette di integrare input viscerali (diciamolo…budella!) con le risposte emotive e cognitive.

La meta-analisi ha messo in luce che il desiderio sessuale attiva la parte posteriore mentre l’amore la parte anteriore. Una simile attivazione suggerisce che nella persona innamorata ci sia una progressiva astrazione delle precedenti esperienze psicologiche e fisiche col proprio partner. I risultati sono in linea col costrutto di amore: almeno in parte si forma attraverso l’introiezione delle rappresentazioni mentali di ripetute esperienze pregresse con un’altra persona. Sembra che l’amore si sedimenti sopra i circuiti neurali relativi alle emozioni e al piacere con l’aggiunta delle regioni cerebrali associate alla ricompensa e alla formazione delle abitudini.

Quindi sembra si passi dall’integrazione delle rappresentazioni dei dati viscerali ad uno stadio successivo in cui i primi vengono inglobati nelle rappresentazioni delle emozioni, nei meccanismi di ricompensa e nella formazioni di comportamenti abitudinari. Semplificando: esco con la persona che mi piace, alle prime uscite sento le “farfalle” nello stomaco (sensazioni viscerali), dopo che ci frequentiamo per un periodo di tempo e ci scambiamo effusioni e coccole capisco se è la persona giusta per me, decido di continuare, nel susseguirsi degli avvenimenti il mio cervello integra tutte le rappresentazioni viscerali, emotive, cognitive e somato-sensoriali e m’innamoro. Ovviamente lo schema non è generalizzabile, per esempio non spiega il perchè ci innamoriamo delle persone sbagliate, per cui Caro Lettore, perdona la mia ipersemplificazione, è a titolo esemplificativo.

Un’altra parte attiva maggiormente negli innamorati è l’area tegmentale ventrale (d’ora in poi VTA) e la regione dorsale dello striato (formato da nucleo caudato e putamen).

Sistema modulatorio diffuso dopaminergico

I 2 sistemi modulatori diffusi che utilizzano dopamina: l’area tegmentale ventrale e la substantia nigra.

La VTA fa parte dei “sistemi modulatori diffusi”, cioè attraverso assoni molto lunghi modula il funzionamento della corteccia frontale e del sistema limbico. La VTA utilizza come neurotrasmettitore la dopamina e fa parte del sistema di ricompensa, cioè rinforza e da valore a determinati comportamenti adattivi, ma anche disadattivi. Infatti se ai topi viene data la possibilità di stimolare elettricamente questa zona, i topi tenderanno a ripetere la stimolazione all’infinito rendendoli dipendenti. Come potrai immaginare, la VTA è implicata anche nella dipendenza da droghe.

La regione dorsale dello striato è innervata da assoni dopaminergici provenienti dalla VTA e dalla substantia nigra (indovina di che colore è? :D) e permette di attivare comportamenti stereotipati (le chiamiamo abitudini?) alla vista di determinate ricompense. In sostanza è qua che impari a mettere in atto certi comportamenti per star bene.

Se vuoi leggere o scaricare la ricerca clicca qui.

Concludendo, sembrerebbe che l’amore coinvolga aree cerebrali importanti per le emozioni, la ricerca delle ricompense (attive anche nei meccanismi di dipendenza) e la formazione di comportamenti abitudinari.

Chi l’avrebbe mai detto, l’amore è come una droga e a seconda dei punti di vista alla lunga potrebbe annoiare 😀 E tu cosa ne pensi?

Come sempre per qualsiasi dubbio, perplessità e chiarimento non esitare a contattarmi 🙂

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1 Comment

  1. Maria Smith scrive:

    Thank you very much for your blog.

    I enjoyed reading this article.

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